Consulta Nazionale Antiusura O.N.L.U.S.

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ASSEMBLEA 2014. TESTO INTEGRALE DELLA RICERCA «IL GIOCO D'AZZARDO E LE SUE CONSEGUENZE SULLA SOCIETÀ ITALIANA. LA PRESENZA DELLA CRIMINALITÀ NEL MERCATO DELL'ALEA»

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La Consulta Nazionale Antiusura ha presentato oggi a Roma, nel corso dell'Assemblea Annuale delle Fondazioni associate svoltasi presso la sede della Caritas Italiana, la Ricerca «Il gioco d'azzardo e le sue conseguenze sulla società italiana. La presenza della criminalità nel mercato dell'alea» curata dal sociologo prof. Maurizio Fiasco.
Pubblichiamo in allegato (in fondo alla pagina) il testo integrale della Ricerca.


Presentazione del Vice Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D'Urso

Se ancora una volta la Consulta Nazionale Antiusura ha messo al centro della propria Assemblea annuale l’azzardo, che attraverso la sua filiera (rectius, “catena”, poiché tuttavia non si tratta di attività produttiva) sta informando di sé, sempre più pervasivamente, il sistema sociale ed economico del nostro Paese, è per un motivo preciso: l’azzardo, in Italia, è diventato negli anni della crisi una delle cause principali dell’indebitamento di famiglie e imprese.
È stato proprio insinuandosi in questa strettoia che esso si è imposto come una delle principali matrici del sempre maggior ricorso all’usura, che tutte le Fondazioni in Italia sono impegnate a prevenire e a contrastare. La necessità di farsi carico di questo fenomeno, e che ciò avvenga con doverosa sollecitudine da parte di tutti gli attori sociali e istituzionali responsabili e competenti in materia, viene rilanciata, quest’anno, dai dati sul tasso di disoccupazione forniti dall’Istat, che non solo non accenna a diminuire, ma che è in aumento, determinando così uno scambio sempre più ricorrente tra due fattori: Fortuna (che si potrebbe inverare) in luogo del lavoro (che non c’è).
Soltanto pochi mesi fa ‒ ad aprile ‒ i dati Istat hanno attestato il tasso di disoccupazione al 12,6%.
Nel primo trimestre del 2014 esso ha raggiunto il 13,6%, con un aumento dello 0,8 punti rispetto allo stesso periodo del 2013: il massimo storico registrato dal 1977. Ciò che è ancora più grave e preoccupante è il dato che riguarda la disoccupazione per i giovani tra i 15 e i 24 anni, salito, nel primo trimestre del 2014, al 46% (mai così alto).
Da segnalare in maniera particolare è lo scenario sconvolgente che riguarda il sud Italia. Qui la disoccupazione fa registrare un tasso al 21,7%; che arriva addirittura al 60% per i giovani (in prevalenza donne). Siamo ormai a quota 3 milioni e 216 mila disoccupati. Ed è un dato sottodimensionato, che riguarda solo coloro che si dichiarano, intervistati dall’Istat, forza di lavoro: un dato che non comprende, quindi, tutta quella schiera di persone che, scoraggiate, hanno finanche rinunciato a cercarlo, un impiego.
Le prospettive del Governo parlano di un prossimo cambio di rotta entro la fine dell’anno, ma ancora si registra sul punto, a cominciare dal mondo degli industriali, un forte scetticismo.
Con riferimento alle famiglie e alle loro gravi difficoltà per sovraindebitamento, le nostre Fondazioni – che continuano non solo a lamentare la scarsa disponibilità di fondi per la lotta all’usura ma anche l’incomprensibile rifiuto ad ammettere le famiglie usurate alle provvidenze del Fondo di Solidarietà ai sensi dell’art. 14 della L. 108/96, malgrado i rilievi giuridici espressi da numerosi e illustri costituzionalisti – si sentono fortemente interpellate da questi tassi di disoccupazione. Con l’attuale Assemblea rilanciano il loro impegno, riflettendo in particolare su tre punti:
A) sulla presenza dell’usura, che non accenna a diminuire.
Per chi pratica questo odioso commercio, il prestito illegale ‒ tale è l’usura ‒ appare come un investimento “sicuro e tranquillo”: a costo zero, ad alto rendimento, senza oneri fiscali, e che solitamente resta impunito. Senza produrre beni o servizi, l’usura incetta ricchezza, sedimentata in depositi finanziari sommersi e reimpiegati in investimenti legati al riciclaggio di denaro sporco e ad attività della malavita organizzata. Nonostante le leggi 108/96 (antiusura) e 44/99 (antiestorsione, promulgata a parziale riforma dell’altra) non siano ancora sufficientemente finanziate dal bilancio statale, tuttavia si promuove l’azzardo, che dell’usura rappresenta il grimaldello, depotenziandone così la portata criminale. Per restare ai rigori della legge, vigileremo a che il legislatore, nella tipicizzazione della norma sull’autoriciclaggio, ponga mente e norme anche per il “prodotto o il profitto” dell’azzardo.
4 B) sulla promozione dell’azzardo, che lo Stato sostiene e incrementa, nonostante che i ricavi erariali siano sempre più sottili, e malgrado sia ampiamente dimostrato che:
“in termini di risorse, consuma molto di più di quanto porti alle casse dello Stato” (cfr. Card. A. Bagnasco, Intervento alla 66 a Assemblea CEI, 20 maggio 2014); esso è dilagante perché attira sempre di più l’interesse (e gli interessi) della criminalità organizzata. Parimenti però, trattandosi di un àmbito ancora molto vischioso, è pubblicizzato con schiacciante centralità. Questo settore, come più volte hanno denunciato la Corte dei Conti, la Guardia di Finanza, la Consulta Nazionale Antiusura dal 1998 con le Associazioni aderenti al Cartello “Insieme contro l’azzardo” - istituito da questa Consulta nel gennaio del 2012 - , e in particolare la Direzione Nazionale Antimafia, si sostiene anche perché è legato a “un sistema di connivenze con funzionari pubblici e uomini delle Forze dell’ordine”; siamo in presenza di un crescente indebitamento delle famiglie, le quali ‒ in crisi di liquidità a causa del gioco (legale e illegale) ‒ finiscono per ricorrere al prestito usurario.
Questi riferimenti trovano precisi riscontri nel Rapporto redatto dal prof. Maurizio Fiasco, che da circa 20 anni analizza il macro-tema dell’azzardo sollecitato in modo particolare dalla Consulta Nazionale Antiusura che, attraverso i suoi Centri di ascolto, prende le misure a un fenomeno che affama e distrugge una moltitudine di persone, di famiglie e aziende.
C) sul silenzio di riferimenti etici sull’azzardo. La dipendenza creata dall’azzardo è infatti apertamente incompatibile con lo stile di vita del cristiano perché offende la dignità umana, in generale, e della persona, in particolare. Con una frase di sapore evangelico ricordiamo e ribadiamo che: “non è l’uomo per il gioco, ma il gioco per l’uomo”. Nell’azzardo il piacere del gioco si lega al vizio e alla dipendenza, orientando chi ne è vittima verso una colpevole, rovinosa e irrefrenabile immersione nelle più varie scommesse che vanno dal Lotto alle corse ippiche, dalle sale Bingo ai Gratta e Vinci, dalle macchinette nei bar ai giochi on-line… che, se da un lato aumentano il fatturato dei gestori, dall’altro non incrementano il gettito dello Stato.
“Serve una nuova relazione tra l’uomo e il denaro: serve più etica e una maggiore moralità da parte di chi ha responsabilità nella guida del Paese ed è chiamato a tracciare le strade per le nuove generazioni”. Lo ha osservato il Cardinale Angelo Bagnasco alla citata ultima Assemblea della CEI, sottolineando in particolare ‒ a proposito dei giovani ‒ “il danno che deriva (loro) da una concezione della vita e dei rapporti sociali in termini di scommessa anziché di quotidiano e onesto lavoro. I giovani sono continuamente ingannati, e questo è un crimine”.
È urgente e fondamentale recuperare la riflessione etica. Non ci lascia indifferenti la realtà che fotografa un minore su quattro dedito all’azzardo: il 33% di essi scommette con i Gratta e Vinci; l’11% frequenta le sale Bingo, il 7,8% gioca ai Video Poker e il 6,9% alle Slot Machine. Ben vengano altre leggi regionali per arginare ed eliminare questa piaga sociale (finora hanno una legge regionale la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Puglia, il Lazio, il Friuli, la Toscana); ben vengano i provvedimenti sempre più numerosi dei sindaci di città grandi e piccole, che richiedono il rispetto delle distanze delle sale gioco dalle scuole, dai mercati, dalle chiese. Ben vengano altre iniziative, per esempio come quelle orientate a che nei bar ci sia un buon caffè e non una slot-machine (cfr. allegato A. D’Urso, Lettera aperta e appello ai baristi, 17 febbraio 2014).
5 Il presente lavoro redatto dal prof. Fiasco – che la Consulta ringrazia ancora una volta per la costante e qualificata collaborazione ‒ lo accogliamo come un preciso dono all’interno delle nostre Fondazioni Antiusura, che ci stimola a contrastare con crescente coraggio l’usura e con costante fermezza l’azzardo, che è una delle sue cause principali. Offriamo questo dono anche alle Istituzioni civili e religiose per le motivazioni etiche e per alcune delle ragioni sintetizzate nel Sommario, tra cui:
le conseguenze dell’azzardo sulla società italiana;
gli effetti e i condizionamenti della sicurezza sociale in Italia;
i collegamenti con l’usura, il peso dell’illegalità, i rapporti con la criminalità, gli impatti sociali ed economici sul paese reale.
Sono intervenuti sui temi dell’usura e dell’azzardo Papa Giovanni Paolo II (in più occasioni), Papa Benedetto XVI e, lo scorso 29 gennaio, Papa Francesco (cfr. allegato); più volte sono intervenuti il Card. Bagnasco, il Card. Ruini, il Card. Tettamanzi, il Card. Comastri, gli Arcivescovi di Bari ‒ Mons. Magrassi e il suo successore Mons. Cacucci ‒ , l’Arcivescovo di Campobasso Mons. Bregantini, Mons. Galantino ‒ Segretario Generale della CEI ‒ e molti altri vescovi… . Entra nel merito del fenomeno dell’azzardo, e lo fa con assiduità, il quotidiano Avvenire; riportano studi e redigono articoli, settimanali come Famiglia Cristiana, mensili come Settimana, Civiltà Cattolica, Città Nuova, Vita Pastorale, Il Regno, Jesus, Vivere In...; è anche intervenuto il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica con il suo periodico Sovvenire e con uno spot televisivo trasmesso su tutte le reti nazionali (cfr. dvd 8xmille 2014). Perché, non dimentichiamolo, l’azzardo ferisce e oltraggia anche la nostra Carta costituzionale. L’Assemblea di oggi, che ci offre un’ulteriore occasione di riflessione sul tema dell’usura e dell’azzardo, vuole soprattutto aggiornarci e incoraggiarci perché continuiamo, come operatori nelle Fondazioni Antiusura e come Istituzioni civili e religiose, ad aiutare le persone a “sapere per che cosa si vive” (F. Dostoevskij).

ALLEGATi:

> RICERCA 2014 - SINTESI PER LA STAMPA
RICERCA 2014 - VERSIONE INTEGRALE (scarica e visione l'intero documento in pdf)