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ENNESIMO COLPO DI MANO DEL GOVERNO A FAVORE DELLE LOBBY DELL’AZZARDO. LO STOP DELLA CONSULTA ANTIUSURA E DEL CARTELLO “INSIEME CONTRO L’AZZARDO: “LA CONFERENZA UNIFICATA NON RATIFICHI LA BOZZA DEL GOVERNO”

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durso_ritratto_2L’ennesimo colpo di mano si tenta in queste ore di mettere a segno sulla riforma del “Sistema Azzardo” in seno alla Conferenza Unificata Stato Regioni, convocata per domani 4 maggio, per discutere della riorganizzazione della in tutta fretta rete di vendita dell'azzardo sui territori. Una bozza emendata, di cui sono sconosciute le reali modifiche, sarà discussa dai rappresentanti degli Enti Locali che parteciperanno alla Conferenza. Ai Sindaci e ai Governatori chiediamo a nome delle ventinove Fondazioni Antiusura e del Cartello “Insieme contro l’Azzardo” di alzare il livello di allerta e di non lasciare alcuna delega in bianco al Governo. È l’appello del Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II, mons. Alberto D’Urso e del Coordinatore del Cartello “Insieme Contro l’Azzardo”, avv. Attilio Simeone.

“Abbiamo fondati motivi per essere critici e preoccupati in merito al Documento che il tavolo tecnico sta discutendo in queste ore. La nostra proposta di riduzione dell’offerta dell’azzardo, sostenuta da gran parte dei rappresentanti degli Enti Locali del nostro Paese e consegnata due mesi fa nelle mani del Sottosegretario Baretta, è stata disattesa. Si tratta di un documento che ha basi scientifiche che si schiera dalla parte dei cittadini e ricerca il bene della società italiana. La Delega al Governo è chiara: chiede di aumentare i presidi di Solidarietà e perciò di tutelare e rafforzare i poteri di intervento degli Enti Locali. Il Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, deve rivendicare quanto stabilito dal Parlamento nella Delega”.

Quattro interventi chiave la Consulta Antiusura e il Cartello “Insieme contro l’Azzardo” richiamano nel Documento consegnato al Governo.
1) Occorre stabilire un divieto di pubblicità all'azzardo in qualunque forma e luogo (carta stampata, radio, televisione, internet, cartellonistica, sponsorizzazioni su tutti i mezzi pubblici) e il rilancio sulle televisioni pubbliche di notizie legate a "grandi vincite". Tale divieto deve risultare totale, analogamente a quanto avviene per tabacco e superalcolici.
2) Allo Stato spetta certamente il compito di dettare regole e limiti inderogabili all’azzardo. Ma agli enti locali - Comuni e Regioni - deve continuare a essere riconosciuta la possibilità di introdurre ulteriori e più forti argini alla presenza e ai tempi dell’azzardo nei territori di loro competenza per tutelare la salute psichica e fisica dei cittadini e prevenirne impoverimento e sofferenza.
3) Lo Stato che deve farsi seriamente e concretamente carico del problema patologico, riconoscendo e rendendo fruibili i LEA con la presa in carico da parte dei servizi pubblici delle persone con GAP tassando secondo giustizia le aziende dell’azzardo. Va altresì rimossa l’incostituzionale esclusione delle famiglie al fondo statale di solidarietà antiusura.
4) Bisogna imboccare con decisione la via di una gestione delle attività legate all’azzardo nell’ottica della tutela della salute pubblica, introducendo una moratoria per nuovi giochi d’azzardo e ripristinando il tradizionale obiettivo prioritario dello Stato che era di contenerne il consumo e di ridurre i danni correlati, ponendo in secondo piano l’ottica fiscale orientata alle mere entrate che portano a espandere l’offerta.

L'offerta diminuisce quando essa si rende disponibile in modo idoneo a ridurre seriamente il consumo. È il punto fermo, netto e inequivoco, secondo lo studio realizzato dal gruppo di lavoro della Consulta Antiusura, che individua un algoritmo con una o più misure in combinazione. Si spiega nel documento che le tradizionali leve per “ridurre l'offerta” (qualunque sia il consumo) consistono, normalmente, in una o più misure in combinazione:
A) nel rallentare la frequenza della commercializzazione di un “prodotto”;
B) nella rarefazione dei punti di accesso al prodotto nocivo;
C) nella riduzione dell’orario di vendita unitaria del prodotto;
D) nel distanziamento dei luoghi dell'offerta dai luoghi di provenienza dei giocatori;
E) nella totale eliminazione della pubblicità (su cartellonistica, affissioni di ogni genere – in locali privati, pubblici ovvero aperti al pubblico -, su reti televisive pubbliche e private, su reti radiofoniche e su internet) del “prodotto” e in generale dell’offerta nelle ore diurne (06:00 – 23:00) e nella forte limitazione della stessa nelle ore notturne (23:01 – 05:59);
F) nella combinazione di due o più misure: La riduzione massima si ottiene con A + B + C + D + E + F: ovvero eliminando la pubblicità diurna (06:00 – 23:00) e limitandola alle sole ore notturne (23:01 – 05:59), con macchine di vendita funzionanti a bassa frequenza, collocate in un numero inferiore di luoghi, cui si accede per locali aperti per un tempo della giornata contingentato su limiti massimi invalicabili, in sedi distanti dalle aree residenziali, lavorative, della socialità e di attività importanti per la comunità (centri giovanili, scuole, ospedali, chiese ecc.).

“Agli Enti locali, in particolare, che parteciperanno alla Conferenza Unificata – ha dichiarato mons. D’Urso - chiediamo di assumere una posizione di netta distanza da un documento di cui non si conosce la reale portata. È un argomento che riguarda il destino della salute e della vita di milioni di famiglie italiane che non può essere licenziato senza tenere conto di chi quotidianamente si occupa di raccogliere dalla strada giovani, famiglie e bambini ridotti alla fame, alcune volte anche al suicidio, a causa dell’azzardo”.

“L’On. Baretta - conclude l’Avv. Simeone - aveva garantito che avrebbe sottoposto la bozza alle Associazioni prima della riunione della Conferenza Unificata. Da alcune indiscrezioni, ci risulta che nel Documento ci sarebbero delle misure che ci allarmerrebbero non poco. L’istituzione di sale A2 e la riduzione a 50 metri della distanza dell’offerta di azzardo dalle scuole, chiese, oratori, vanificherebbero del tutto non solo lo spirito della Delega, ma peggio, ogni tentativo di tutelare i cittadini e i territori”.