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APPROVATO IL BILANCIO ANNUALE 2017 DELLA FONDAZIONE SAN NICOLA E SANTI MEDICI DI BARI. RESI NOTI DAI INEDITI SU “USURA E AZZARDO” IN PUGLIA

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assemblea-2018_fond_bariUn tavolo itinerante nei sei capoluoghi pugliesi tra i comuni e le prefetture per individuare misure di contrasto alla diffusione dell’usura e dell’azzardo nel territorio della regione Puglia. È la proposta congiunta del Presidente della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici, nonché  Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D’Urso, e del Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle iniziative Antiracket ed Antiusura, prefetto Domenico Cuttaia, emersa nel corso dell’Assemblea Ordinaria per l’approvazione del Bilancio Annuale 2017 della Fondazione San Nicola e Santi Medici. L’iniziativa è scaturita dall’incremento dei due fenomeni in Puglia rilevato da uno studio inedito della Fondazione Antiusura realizzato dal sociologo prof. Maurizio Fiasco, reso noto nel corso dei lavori assembleari, il quale non riscontra una contestuale maggiore attenzione delle istituzioni nei territori.

723 casi di denunce per estorsione e 30 per usura si sono registrati negli ultimi cinque nella regione Puglia. I due reati spesso associati (estorsione e usura) di cui si dispongono i dati presentano un andamento stabile.  In media nel quinquennio la provincia di Bari (206 casi in media) è la più segnata, segue la provincia di Foggia (168) mentre per l'usura dopo il capoluogo di regione (8) si colloca Taranto (7). Ma i dati delle denunce non danno la misura dell’entità del fenomeno che è sommerso. Un indicatore molto importante del rischio di esposizione all'usura è rappresentato dai casi di esecuzioni immobiliari che si concludono con la messa all'asta dell'abitazione. Nel 2016 il loro numero è stato di 16.697 che rapportato alla popolazione residente e al numero delle abitazioni nelle sei province della Puglia significa 4,1 esecuzioni ogni 1000 abitanti e 11,01 esecuzioni ogni 1000 immobili censiti. In testa c’è la provincia di Taranto seguita da Bari (4.488). Un altro indicatore di disagio sociale riguarda il tasso di disoccupazione totale che si aggira sul 19,7 punti percentuali (+3,1% dal 2000).

In questo difficile contesto  la Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici ha dovuto faticare moltissimo per  far fronte alle richieste di aiuto nel 2017 di circa 650 persone/famiglie indebitate/sovraindebitate/usurate. Per la prima volta la Fondazione Antiusura presenta il suo bilancio in rosso con una passività di 14.112 euro, perché è dovuta intervenire con alcune beneficenze con Fondi Propri per casi di estrema necessità.

Mons. Alberto D’Urso ha evidenziato la scarsa attenzione delle istituzioni: «I fondi a supporto delle vittime di usura sono molto limitati. L’appello è stato rivolto anche al Parlamento per tutte le Fondazioni riunite nella Consulta Nazionale antiusura, alla Regione Puglia, ai sindaci della nostra Regione che non possono ignorare l’esistenza della nostra Fondazione che sviluppa questo servizio di sussidiarietà sul territorio.  Il dialogo con tanti sindaci è nullo e discontinuo e tante volte senza riscontri reali. Ma questo è invece un problema della quotidianità della gente che non riesce a portare il pane quotidiano a casa perché manca il lavoro o lo ha perduto. E contestualmente aumenta la potenza della malavita perché quando le persone sono nel bisogno sono più facilmente raggiungibili e tentate dal cogliere l’aiuto di chi glielo può dare in quel momento. È tornato di moda la figura dell’usuraio come ‘benefattore’ perché è colui, che in quel momento, è in grado di dare una risposta al problema finanziario».

«ll Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura ha deliberato per la sola Puglia 1,25 milioni di euro per estorsione e 403 mila per usura. Ai Fondi statali si può accedere solo previa denuncia degli usurai - ha chiarito il Prefetto Domenico Cuttaia - i quali arrivano nelle tasche della famiglia sotto usura prima che si concluda il procedimento penale. Tuttavia, le denunce sono poche rispetto alla diffusione del fenomeno». La legge purtroppo non contempla le famiglie tra i beneficiari della legge - ha aggiunto Cuttaia - che tuttora accredita solo coloro che svolgono attività economiche. Con la Consulta Nazionale Antiusura continueremo la battaglia perché alle persone/famiglie venga riconosciuto questo diritto costituzionale, riteniamo che tale riconoscimento sia un incentivo alla denuncia dei protagonisti dell’usura, dell’estorsione e di ogni tipo di intimidazione».

«Non bastano dunque gli strumenti repressivi - ha aggiunto il prof. Vito Marino Caferra - è necessario investire sulla prevenzione e sull’educazione alla legalità coinvolgendo tutte le istituzioni».

«Il fenomeno dell’usura è molto complesso - ha fatto presente la dott.ssa Isabella Fontana, Direttore dell’Ufficio III - Direzione V del Dipartimento del Tesoro - bisogna fare distinzione tra l’usura collegata alla criminalità organizzata e l’usura bancaria. Incidono con tassi e modalità diverse sulla vita delle persone, sono entrambe devastanti per l’economia dei bilanci delle famiglie e per lo sviluppo economico del Paese».

«La Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici continuerà il suo percorso giunto al ventiquattresimo anniversario di vita (1° Luglio 1994) - ha dichiarato mons. Alberto D’Urso - con le parole incoraggianti pronunciate da Papa Francesco nell’Udienza Privata del 3 febbraio u.s., organizzata dalla Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” con i rappresentanti delle altre 30 Fondazioni d’Italia: “So bene che il servizio che rendete è gravoso: si tratta di collaborare perché il sistema economico-sociale sia umano e perché il messaggio evangelico possa illuminare il cuore e l’anima delle persone, come un giorno accadde a Zaccheo, ricco e corrotto capo dei “pubblicani” di Gerico (cfr Lc 19, 1-10) e al suo collega Matteo, che Gesù guardò con misericordia e scelse come discepolo e che da un anno, è patrono delle Fondazioni Antiusura (cfr Mt 9,9-13)…”».

La Fondazione Antiusura continuerà a collaborare con le trenta Fondazioni antiusura distribuite sul territorio nazionale, definite da Papa Francesco “presìdi”, scuole di umanità e di “educazione alla legalità” e con le Istituzioni impegnate a combattere e prevenire il fenomeno e le sue cause. Un’attenzione particolare sarà rivolta ad iniziative “in rete”:
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per favorire progetti di legalità da studiare e realizzare con il mondo della scuola e le realtà istituzionali presenti nelle città e nei paesi anche per quanto riguarda l’azzardo;
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per approfondire la disponibilità concreta di quella parte del mondo politico che in vista delle elezioni politiche ultime si è espresso per un interessamento in seno al Parlamento per la lotta all’azzardo e all’usura;
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per rilanciare, anche sul piano regionale (Regione Puglia) e locale (Città Metropolitana di Bari), l’attenzione sulla emarginazione che avvolge la vita delle vittime dell’usura e sulle sue cause (in particolare sulla prevenzione e sulla solidarietà). Non basta fare delle leggi (Regione): bisogna finanziarle e assicurare ogni doveroso e possibile sostegno al mondo del volontariato che svolge opera di sostegno e di sussidiarietà.