Consulta Nazionale Antiusura O.N.L.U.S.

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USURA E INDEBITAMENTO PATOLOGICO DELLE FAMIGLIE. RICHIESTA DI MISURE URGENTI PER ARGINARE UNA SOFFERENZA DILAGANTE

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salvimaioLa Consulta Nazionale Antiusura, con una lettera inviata nelle scorse ore alle cariche politiche e istituzionali del costituendo Governo, chiede misure urgenti strutturali a carattere nazionale su "usura e indebitamento patologico delle famiglie".
Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera a firma del Presidente mons. Alberto D'Urso.

OGGETTO: Usura e indebitamento patologico delle famiglie, Richiesta di misure urgenti per arginare una sofferenza dilagante.

Le cronache istituzionali riferiscono della discussione in corso relativa alla realizzazione di un programma per il Governo per la Legislatura appena iniziata.
Allo scopo di contribuire alla individuazione delle priorità per fronteggiare le sofferenze delle persone e in particolare delle famiglie, causate dal sovraindebitamento, dall’usura e dall’azzardo, questa Consulta Nazionale antiusura trasmette l’allegata NOTA-PROMEMORIA con proposte concrete e realizzabili, confidando nella loro concreta sensibilità e “buona volontà” per il bene comune degli italiani.
Mentre si avviano i lavori della XVIII Legislatura del Parlamento repubblicano e sono in corso le Consultazioni per approdare a un nuovo Governo e al relativo programma di impegni, la Consulta Nazionale Antiusura rivolge un appello a tutte le rappresentanze delle Assemblee legislative di Camera e Senato affinché la condizione di sofferenza di milioni di famiglie italiane, molte delle quali scivolate allo stato di povertà per debiti senza ritorno, sia presa in carico negli impegni di programma e di amministrazione.
Oggi in Italia ci sono circa 10.000.000 di persone in condizione di povertà relativa e che contemporaneamente sono esposte al rischio di usura. Da un punto di vista di politica economica, a poco servono le misure economiche di sostegno alla lotta alla povertà. Servono, al contrario, misure finalizzate a prevenire le patologie connesse alla condizione di povertà. Bisogna rimettere la dignità della persona al centro delle scelte legislative. La Consulta Nazionale Antiusura, quale espressione di concreta solidarietà della CEI, promuove dal 1995 la tutela della dignità della persona attraverso la promozione di una cultura anti-debito ad iniziare dal contrasto alla diffusione indiscriminata del consumo di gioco d’azzardo anche legale che ha avuto il solo effetto di rappresentare un moltiplicatore di debito molte volte connesso alla perdita del posto di lavoro. Le Istituzioni più sensibili hanno immediatamente colto il segnale e con misure adeguate hanno assicurato sostegno diretto e concreto. Ma non basta, servono misure strutturali a carattere nazionale.
Il tempo delle scelte improcrastinabili è adesso; non si possono più rimandare alcune decisioni di merito per rendere pienamente operativi gli strumenti di legge adottati per tre tipologie di interventi: la solidarietà a tutte le vittime dell’usura e dell’estorsione; la prevenzione del rischio usura; la reintegrazione sociale ed economica per le famiglie in stato di sovraindebitamento così come determinato dalla L. 3/2012.
Il valore morale dell’impegno contro usura, estorsione e gioco d’azzardo, reso ancor più avvertito anche dalle vibranti parole di Papa Francesco, che ha ricevuto il sottoscritto nella sua qualità di Presidente e i rappresentanti della Consulta Nazionale Antiusura in Udienza privata il 3 febbraio scorso, deve diventare priorità dell’agenda politica e dell’agire politico. Per questo agli apicali esponenti delle Istituzioni repubblicane e agli Onorevoli senatori e deputati si chiede:
- di estendere anche a tutte le persone fisiche, (non mantenendola come un ottuso appannaggio a uso dei soli operatori economici), l’opportunità di accedere alle provvidenze previste dall’art.14 della Legge antiusura. La scelta di riservare il “Fondo di solidarietà” ex art. 14 L.108/96 esclusivamente a costoro si è rivelata profondamente sbagliata e anacronistica oltre che incostituzionale (come affermano in un Documento - disponibile in Consulta - sottoscritto da ben 21 docenti di Diritto costituzionale). Comunque, di là delle rilevantissime questioni giuridico-istituzionali, c’è uno stato di fatto che richiede che si cambi passo, e che ciò avvenga con fermezza e sollecitudine: la crisi economica e occupazionale comporta che l’usura praticata a quelle porzioni di società - purtroppo, tante - precipitate nella miseria più cupa registri una drammatica recrudescenza. Una buona classe politica fa una politica buona, come offrire un incentivo concreto a un popolo sofferente per recidere il rapporto con gli usurai, contribuendo, così, alla difesa sociale da tale forma di criminalità;
- di rifinanziare costantemente il “Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura” istituito ex art.15 della stessa Legge 108, di modo che le Fondazioni come gli stessi Confidi siano in grado di ampliare ancor di più la platea delle persone da sostenere. Tale misura consentirebbe di recuperare al circuito del credito legale i soggetti che per tante ragioni si sono ritrovate in condizione di sovraindebitamento e a rischio usura. Dopo una interruzione di otto anni, nel 2017 il Fondo è stato alimentato. Il che ha consentito alle Fondazioni ed ai COFIDI di rilasciare altre garanzie in favore dei soggetti sovraindebitati. È importante prevedere il rifinanziamento costante e annuale di tale Fondo di prevenzione; 
- di introdurre dei correttivi per rendere veramente applicabile la Legge n. 3 del 2012, che ha introdotto le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Di notevole utilità, poi, sarebbe che fossero proprio le Fondazioni Antiusura ad assumere su di sé la gestione delle crisi, perché portatrici da oltre 25 anni di esperienza di una visione sistemica sulla risoluzione delle crisi economiche di famiglie ed imprese;

- di intervenire sul fenomeno delle esecuzioni immobiliari (che ammontano a circa 560mila casi), laddove esse riguardino famiglie prive di alternative per l’alloggio. In questo senso, qualora, con il combinato disposto della Legge 108/1996 e della Legge 3/2012, si possa attivare una “composizione”, va percorsa con decisione questa strada. A tal fine, gioverebbe in intervento in favore delle famiglie che per sopravvenuta disoccupazione, malattia ecc… non riescono a pagare le rate dei mutui. Il rifinanziamento del Fondo di Prevenzione porterebbe a risolvere positivamente tante situazioni di questo tipo.

Infine ma non da ultimo, arrivando al gioco d’azzardo, si chiede un impegno speciale ai rappresentanti delle Istituzioni democratiche del Paese affinché si limiti in maniera concreta ed effettiva l’esposizione al rischio dei suoi cittadini, in particolare modo di quelli più vulnerabili, di restare vittime della relativa patologia. Il divieto della promozione pubblicitaria; un’effettiva offerta di presa in carico terapeutica; la predisposizione delle misure giuridiche per il sostegno alle famiglie precipitate in miseria per uno o più congiunti in stato di dipendenza da gioco d’azzardo, questi sarebbero i primi e più urgenti interventi da realizzare.
La Consulta Nazionale Antiusura riconosce pienamente il valore dell’impegno di molti Amministratori comunali di buona volontà e di alcune Regioni che quotidianamente si affannano per contenere almeno gli effetti dell’epidemia da gambling sui propri territori. A essi e alle esperienze positive di cui si sono fatti portatori, la Consulta Nazionale Antiusura assicura e assicurerà incoraggiamento e sostegno, nella convinzione che la centralità della persona e del bene comune, nonché l’effettività dei principi della Carta Costituzionale, si possano e si debbano realizzare.
Buon lavoro!

Mons. Alberto D’Urso
Presidente Consulta Nazionale Antiusura