Consulta Nazionale Antiusura O.N.L.U.S.

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LA CONSULTA SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROF. GIUSEPPE CONTE E AI VICE ON. LUIGI DI MAIO E SEN. MATTEO SALVINI PER OFFRIRE IL PROPRIO CONTRIBUTO FORMULANDO PROPOSTE PER ARGINARE LA DILAGANTE SOFFERENZA DA SOVRAINDEBITAMENTO, DA USURA E AZZARDO

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PdC_2018Riportiamo il testo integrale della lettera, a firma del Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D'Urso, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri prof. Giuseppe Conte, ai Vice Presidenti del Consiglio on. Luigi Di Maio e sen. Matteo Salvini e, per conoscenza, ai Capigruppo parlamentari di Camera e Senato.

Oggetto: Assemblea-Convegno - Assisi, 22-23 giugno 2018. Contributo della Consulta delle Fondazioni Antiusura con proposte per arginare la dilagante sofferenza da sovraindebitamento, da usura e da azzardo.

La Consulta Nazionale Antiusura, proseguendo nell’ultra ventennale impegno di solidarietà e di collaborazione con le Istituzioni, ha fissato per venerdì 22 e sabato 23 giugno la sua Assemblea annuale che si svolgerà nella suggestiva cornice di Assisi nell’ambito della quale si terrà un Convegno di studi ispirato dall’intensa attività e spiritualità di San Francesco  e della famiglia francescana (cfr. programma allegato).

Questa Assemblea cade in un momento della vita del nostro Paese caratterizzato dall’inizio della XIX Legislatura, con l’azione del Parlamento e del Governo che stanno compiendo i primi passi. Dalla laboriosa e continuativa opera delle 30 Fondazioni Antiusura è derivata una preziosa esperienza sui temi della povertà, del sovra-indebitamento, dell’usura, dell’estorsione e dell’azzardo.
Tra l’altro secondo una prassi consolidata, sarà messa a disposizione delle Istituzioni anche quest’anno una RICERCA con analisi rigorosa, condotta con metodo scientifico sul terreno socio-economico, della condizione delle famiglie sovraindebitate nelle diverse Regioni dell’Italia.
Questo rapporto motiva la Consulta ad avanzare all’Esecutivo e al Parlamento per la loro realizzazione alcune proposte fondamentali nel merito. Si chiede che vengano accolte in un programma orientato a promuovere il bene comune e la dignità della persona umana perché gli estremi bisogni di milioni di famiglie italiane, molte delle quali scivolate nello stato di povertà (relativa o assoluta) per debiti divenuti inesigibili, rientrino tra le priorità nell’agenda del Governo.
Oggi in Italia ci sono circa dieci milioni di cittadini in condizione di povertà relativa con conseguente esposizione al rischio di usura. Si tratta di una vera e propria sofferenza di massa che si cronicizza sempre di più a causa di una prolungata recessione economica in cui, attualmente, si trova il Paese. È inaccettabile: questo declino va bloccato! Si può evitare solo con decisioni improntate ad una visione etica della vita e con l’apporto di competenze specifiche orientate a promuovere la dignità della persona.Grazie al know-how acquisito sul campo, sappiamo bene che a poco servono le misure meramente assistenziali come espediente simbolico della lotta alla povertà.
Servono, al contrario, un passaggio culturale che ci impone di parlare non di povertà ma di poveri (inteso come attenzione alla singola persona in difficoltà) e conseguenti misure finalizzate a prevenire le patologie connesse alla condizione di impoverimento.Il tempo delle scelte è improcrastinabile: non si possono più rimandare alcune decisioni di merito per rendere veramente operativi gli strumenti di legge da adottare per alcune tipologie di interventi: la solidarietà a tutte le vittime dell’usura e dell’estorsione; la prevenzione del rischio usura; la reintegrazione sociale ed economica per le famiglie in stato di sovra-indebitamento integrando la L. 3/2012.
Il valore morale dell’impegno contro usura, estorsione e azzardo, ha trovato spazio anche nelle vibranti parole di Papa Francesco - che ha ricevuto in Udienza privata il 3 febbraio scorso i rappresentanti della Consulta Nazionale Antiusura. Il suo monito deve diventare priorità nell’azione quotidiana del Volontariato, dell’agenda politica e dell’agire politico: “La dignità umana, l’etica, la solidarietà e il bene comune dovrebbero essere sempre al centro delle politiche economiche attuate dalle pubbliche Istituzioni. Da esse ci si attende che disincentivino, con misure adeguate, strumenti che, direttamente o indirettamente, sono causa di usura, come ad esempio l’azzardo. L’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune. Essa indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese”.
Un segnale vero potremmo registrarlo qualora gli attuali nostri Rappresentanti al Parlamento e gli esponenti dell’Esecutivo assumessero un impegno concreto alle seguenti istanze:
• In primo luogo: si chiede di estendere anche alle persone fisiche il diritto di accedere alle provvidenze previste dall’art.14 della Legge antiusura (108/96), oggi, riservate solo a soggetti che esercitano “attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera professione”.
C’è uno stato di fatto che richiede che si cambi passo, e che ciò avvenga con fermezza e sollecitudine: la crisi economica e occupazionale comporta che l’usura praticata a quelle porzioni di società - purtroppo, tante - precipitate nella miseria più cupa, registri una drammatica recrudescenza ed un accrescimento di ogni forma di criminalità;
• In secondo luogo: si chiede di rifinanziare “a regime” il “Fondo per la Prevenzione del fenomeno dell’usura” istituito ex art.15 della stessa Legge 108/96, in modo che le Fondazioni siano messe nelle condizioni di poter dare una risposta positiva alle migliaia di richieste di intervento provenienti dalle famiglie che ad oggi, purtroppo, non è possibile assicurare. In tal senso si dovrebbe operare uno storno annuale di non meno di 40 milioni di euro da trasferire dal Fondo di Solidarietà, ex art. 14, al Fondo di Prevenzione, come disciplinato dall’art. 15 con il vincolo di destinazione in favore delle famiglie vittime di usura.
• In terzo luogo: si chiede di apportare dei correttivi alla Legge n. 3 del 2012 in materia di sovra-indebitamento prevedendo l’inclusione delle Fondazioni Antiusura, tra gli Organismi di Composizione della Crisi. In poco più di vent’anni le nostre Fondazioni, presenti su tutto il territorio nazionale hanno maturato una esperienza specifica garantendo prestiti per 450 milioni di euro con sofferenze pari al 7,69% del garantito. I Volontari che vi operano conducono quotidianamente trattative con i creditori al fine di poter assicurare in alcuni casi l’abbattimento del debito e comunque l’applicazione di una rata mensile commisurata alle effettive possibilità del debitore assistito. L’operato delle Fondazioni è costantemente monitorato dal Ministero dell’Economia i cui rappresentanti, in tante occasioni, si sono sempre congratulati per l’organizzazione ed il lavoro svolto. L’opera delle Fondazioni si manifesta fondamentale sia direttamente per l’attività specifica di Prevenzione del reato di usura, sia indirettamente in favore del mercato legale del credito perché consente al debitore protestato di poter accedere nuovamente al circuito legale e registrare una effettiva ripresa anche della propria sfera economica.
• In quarto luogo: si chiede di intervenire sull’impressionante ricorso alle esecuzioni immobiliari (che ammontano a circa 560mila casi). Il facile ricorso da parte delle banche e creditori in genere alle esecuzioni in questi anni di crisi ha avuto solo l’effetto di alterare gli equilibri di libera concorrenza del mercato nella circolazione dei beni. Ha determinato effetti (ad es. sfratti) del tutto incompatibili con un dettato costituzionale avanzato sul piano della tutela della dignità della persona.
• Infine ma non da ultimo: arrivando all’azzardo, si chiede un impegno speciale ed urgente ai Rappresentanti delle Istituzioni democratiche del Paese affinché si limiti in maniera concreta ed effettiva l’esposizione al rischio patologico dei suoi cittadini. Il divieto della promozione pubblicitaria è solo un primo importante passo così come la predisposizione di misure giuridiche per il sostegno alle famiglie precipitate in miseria per uno o più congiunti in stato di dipendenza dall’azzardo: questi dovrebbero essere i primi e più urgenti interventi da realizzare, accompagnandoli con iniziative di cultura preventiva. La Consulta Nazionale Antiusura riconosce e apprezza pienamente il valore dell’impegno di un numero sempre più crescente di Amministratori locali e di alcune Consigli regionali che quotidianamente cercano di contenere gli effetti dell’epidemia da gambling sui propri territori. 

Tutto ciò è in completa sintonia con quanto affermato dal Presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni al Senato (seduta del 05 giugno 2018): “l’azione di Governo sarà sensibile anche al principio di sussidiarietà che impone di limitare l’azione dei pubblici poteri quando l’iniziativa dei privati, singoli oppure organizzati in forme associative, possa rivelarsi più efficiente”. Siamo consapevoli, e dobbiamo esserlo tutti, che il terzo settore e tutti gli organismi che lo affollano offrono modelli di sviluppo sostenibile e contribuiscono a realizzare un circuito di solidarietà che favorisce le persone fragili e bisognose. Le iniziative no-profit sovente si inseriscono negli spazi della nostra società dove più intensa è la sofferenza, contribuiscono a ridurre le disuguaglianze, a rafforzare la coesione sociale, aiutano a disegnare un futuro migliore”.
Agli “ultimi” la Consulta Nazionale Antiusura assicura e assicurerà sempre incoraggiamento e sostegno, nella convinzione che la centralità della persona e del bene comune, nonché l’effettività dei Principi della Carta costituzionale, si possano e si debbano realizzare.

Buon lavoro!

Mons. Alberto D’Urso
Presidente Consulta Nazionale Antiusura