Consulta Nazionale Antiusura O.N.L.U.S.

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ASSEMBLEA-CONVEGNO ASSISI, 22-23 GIUGNO 2018: IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROF. GIUSEPPE CONTE SCRIVE ALLA CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA: "ASSICURO IL MIO IMPEGNO"

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lettera pdc sito«Le assicuro che mi impegnerò a coinvolgere uffici e organismi competenti per una valutazione delle proposte che è possibile prospettare in sede di Governo al fine di contrastare l’odioso fenomeno dell’usura». Sono alcune delle parole del Messaggio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte giunto al Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, mons. Alberto D’Urso, in occasione dell’Assemblea delle Fondazioni Antiusura conclusasi ad Assisi nei giorni scorsi. La Consulta Nazionale Antiusura aveva chiesto con una lettera mirata che fossero accolte tra le priorità dell’agenda del Governo alcune proposte fondamentali, legate agli estremi bisogni di milioni di famiglie italiane, molte delle quali scivolate nello stato di povertà (relativa o assoluta) per debiti divenuti inesigibili.

L’usura è una piaga che ha risvolti sulla stabilità economica del Paese. È un fenomeno sommerso di cui si parla poco, anche se ogni giorno coinvolge migliaia di persone, famiglie e aziende. È alimentata anche dalla criminalità organizzata nutrendosi del silenzio generato dalle paure della povera gente che vive nel terrore che da un momento all’altro possa capitare qualcosa di brutto ai propri cari.
I numeri di Ventitré anni di lotta all’usura che emergono dalla Relazione al Bilancio annuale 2017 della Consulta Nazionale Antiusura appaiono chiari: n° 123.926 ascolti di persone indebitate o a rischio e a usura e n° 20.222 pratiche finanziate con Fondi Statali per la prevenzione pari a Euro 413.232.029,00. Solo nell’anno 2017 dalle trenta Fondazioni Antiusura sono state ascoltate n° 7.501 famiglie e finanziate e garantite con fondi statali, propri e beneficenze n° 1.385 pratiche pari a Euro 22.401.661,00.
«Dietro questi numeri ci sono storie di vite spezzate, che le Fondazioni hanno accolto con carità e professionalità» ha dichiarato S.E. Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale Conferenza Episcopale Italiana, che ha presieduto la Liturgia della Parola che ha preceduto i lavori dell’Assemblea.
Questi sono solo alcuni degli indici di indebitamento delle famiglie italiane in questi anni di dilagante crisi economica. Una stima puntuale sulla quantità e sulle caratteristiche delle famiglie con conti di bilancio da considerarsi tecnicamente fallimentare emerge dalla Ricerca presentata dal prof. Maurizio Fiasco: “Tra due grandi recessioni economiche. Il sovraindebitamento delle famiglie italiane”. Secondo questa Ricerca è impossibile riportarle in equilibrio senza misure concrete, appositamente dedicate al superamento della crisi.
La Ricerca sottolinea che nel decennio 2006 – 2016 le famiglie con i conti in fallimento sono aumentate del 53,5 per cento, passando da 1 milione e 277 mila a quasi due milioni (1.959.433).
Si individuano nella Ricerca anche tre cause del vistoso indebolimento della condizione delle famiglie: a) il sensibile taglio al valore dei loro patrimoni; b) la riduzione del reddito corrente; c) il ritardo di ingresso di nuove leve all’impiego che fa gravare il rischio di fallimento “differito” a altre 230 mila nuclei. Il dato di bilancio aggregato dice che la ricchezza nominale delle famiglie in 10 anni è passata da un valore monetario medio di 260 mila Euro a 226 mila e 500, con una perdita secca di 13 punti. In chiara sintesi l’indagine dice che le famiglie:a) hanno ricevuto un taglio netto al proprio reddito e hanno ridotto sensibilmente i loro consumi (di 2,7 punti percentuali);b) hanno subìto un deficit tra entrate e uscite notevole (di 25,8 punti)c) hanno avuto un taglio netto alla loro ricchezza (Attività Reali) di 16,5 punti;d) hanno parzialmente compensato con un incremento sensibile di Attività Finanziarie.
L’Indagine infine offre alcuni suggerimenti su come fronteggiare questa situazione: è fondamentale una politica programmata, che offra una possibilità di pareggio di bilancio, in cui è necessaria la garanzia dello Stato, l’impegno del sistema di welfare, la partecipazione comunitaria (sull’esempio della metodologia delle Fondazioni antiusura), l’accompagnamento delle famiglie ad adottare un piano fattibile di “rientro”. L’esperienza delle Fondazioni Antiusura ha mostrato la concreta fattibilità di questo modello d’intervento sulla scala delle 23 mila famiglie soccorse.
«Emerge in modo evidente - ha affermato il dott. Luciano Gualzetti, Vice Presidente della Consulta Nazionale Antiusura - che siamo di fronte una situazione di “quotidiana emergenza. L’esperienza insegna che l’aiuto economico da solo non basta, la sfida da cogliere è duplice: prevenire attraverso un’azione culturale e intercettare per tempo le persone per non lasciarle sole di fronte all’indebitamento o all’usura. Per affrontare temi così complessi è necessario creare una rete tra le organizzazioni impegnate in tali ambiti coinvolgendo le istituzioni e le agenzie educative. Occorre agire con una strategia di comunicazione e di formazione per ispirare stili di vita differenti unita a interventi finanziari di solidarietà finalizzati al superamento delle cause dell’indebitamento».
«Bisogna ripartire da un sistema economico più umano – ha dichiarato mons. D’Urso - in cui la dignità dell’uomo sia all’apice di ogni attenzione e nel quale tutti siano messi nelle condizioni di procurarsi un lavoro con cui provvedere al pane quotidiano per ogni persona/famiglia. La nostra società oggi produce molti scarti di persone ed emargina nelle periferie della convivialità le famiglie più bisognose condannate tante volte a sentirsi sole».
Per il prof. Luigino Bruni, Docente di Economia alla LUMSA «bisogna recuperare l’anima sociale dell’economia, in quanto l’economia è fatta di rapporti e reciprocità. E poi c’è da recuperare in economia il termine “gratuità”, quelle cose che si fanno perché sono buone in sé, non per il tornaconto che si riceve».
Padre Paolo Benanti, Docente di Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana, ha aggiunto che bisogna rinnovare il modo con cui guardare la realtà prendendo esempio da San Francesco, perché solo svuotando sé stessi si incontra l’altro.
Il prof. Leonardo Becchetti, Docente di Economia all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ha introdotto il concetto di “economia ed etica” che vanno di pari passo: «occorre orientarsi alla scelta di quei beni alle cui spalle sta un percorso degno dal punto di vista etico, poiché davanti a un gesto apparentemente banale, del consumo, nei fatti si esprime un’etica e si è chiamati a prendere posizione su ciò che giova o nuoce all’uomo».
E a questo punto è stato d’obbligo il passaggio sull’azzardo che nel 2017 ha sviluppato un volume di affari di oltre 100 miliardi. Non ci devono essere tentennamenti: l’azzardo va eliminato dal sistema economico, sia da parte dei produttori, sia da parte dei consumatori perché non contribuisce ad uno sviluppo integrale della persona.
A tal proposito grandi plausi ha ricevuto il Sindaco di Assisi, ing. Stefania Proietti che ha ufficializzato la decisione che il Comune di Assisi fosse definito “Comune No Slot”. Questo risultato è stato conseguito anche per la consulenza assicurata dall’avv. Attilio Simeone, Coordinatore del Cartello “Insieme contro l’Azzardo”, organismo della Consulta nazionale Antiusura.
«In una prospettiva di integrazione con le altre scienze sociali - ha dichiarato mons. D’Urso - la parte più vitale della ricerca economica sta oggi approfondendo i legami tra dimensione visibile delle scelte e dei risultati e la dimensione profondamente umana della vita (fiducia, speranza nel futuro, motivazioni interiori, soddisfazione di tutta la persona) perché è solo lì che possiamo comprendere veramente le radici dei comportamenti economici e formulare suggerimenti di policy efficaci per il perseguimento del bene comune».
La Consulta Nazionale Antiusura attende un cambio di passo, anche da questo Governo, sollecitato a dare risposte concrete: la fame di tanta gente non può aspettare.
«Nella vostra lettera alle autorità del Governo - ha concluso il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, S.Em. il Card. Gualtiero Bassetti, che ha presieduto la celebrazione eucaristica - avete giustamente segnalato la grave situazione in cui versano milioni di concittadini, alle prese con forti debiti che spesso non riescono più a controllare, con il grave rischio di cadere nella rete degli usurai e nella disperazione. È compito delle pubbliche autorità e di quanti hanno a cuore il bene comune del Paese, come le trenta fondazioni antiusura che voi rappresentate, di denunciare la grave situazione in cui tanti concittadini si trovano, e di suggerire e approntare i rimedi più appropriati per risolvere il problema e venire incontro ai disperati. Mi auguro che con l’impegno di tutti si possa frenare la piaga dell’usura e del gioco d’azzardo, anche grazie ad una seria informazione sull’illusorietà della ricchezza facile e sui pericoli che si annidano dietro la patologia del gioco e delle scommesse». (scarica il testo dell'omelia del Card. Bassetti)