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DELEGA AI GIOCHI: IL GOVERNO SEGNA UN RITORNO AL PASSATO?

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Il Governo in materia di azzardo sembra segnare un preoccupante ritorno al passato. In un periodo di spartizione di potere, la delega ai giochi rischia di finire nelle mani di persone ripescate dal passato. Un passato che narra un incremento devastante dei consumi di azzardo. Supera i 110 miliardi e mezzo di euro  il  suo consumo nell'anno 2019, sta quasi per raggiungere  la spesa sanitaria nazionale che si aggira attorno a 115 miliardi. Una vera emergenza sociale, sanitaria ed economica di cui  Governo non prende atto con una seria programmazione. Preferisce voltare la testa  dalla parte opposta, abbandonando il Paese nelle lobby dell'azzardo, piuttosto che affrontare l'epidemia  con forza e determinazione.

È l'allarme lanciato dalla Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” e dal Cartello "Insieme contro l’azzardo".

A segnare un punto di discontinuità con il passato non ci pensa affatto, la delega ai giochi potrebbe tornare a chi ha contribuito a trasformare l'Italia in un Paese dei balocchi, tra società di scommesse, lotterie e slot machine studiate e costruite per fidelizzare i vecchi consumatori e arruolare dei nuovi. Trattasi di fidelizzazione patologica. La gente rinuncia in alcuni casi a curarsi, mentre continua a bruciare denaro in lotterie e slot-machine e a scommetterlo ai casinò online. L'industria dell'azzardo inoltre facendo leva sulla dipendenza esercita concorrenza sleale nei confronti degli altri comparti, quali l’industria delle manifatture, il terziario dei servizi, il commercio e l’economia del turismo.  Si deve aggiungere il prelievo fiscale che l'erario impone sull'azzardo ancora estremamente esiguo. Sono necessarie e urgenti  pertanto politiche economiche che sanno di equità, di giustizia economica e sociale, attente al benessere della persona e al bene comune in linea con quanto aveva dichiarato questo Governo in fase di programmazione. Il Governo non  può alle tavole rotonde, nei programmi, nelle campagne elettorali  presentarsi come “Antislot”, di voler ingaggiare una guerra contro una piaga economica e sociale dilagante, che è causa di povertà, malattie e sucidi  di cittadini, collegata alla criminalità organizzata, sempre più penetrata anche nel settore legale e poi nei fatti non attuare alcun cambiamento rispetto al passato.

La Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” e il  Cartello “Insieme contro l’azzardo” auspicano un cambio radicale di rotta e che le politiche sui giochi siano di serio contenimento. A partire dall’attribuzione della delega politica al settore che dovrebbe seguire dinamiche scevre da ogni tentativo di restaurazione. Bisogna indirizzare ogni sforzo per abbassare il consumo e ridurre l'esposizione dei cittadini alla patologia. Ci si aspetta da questo governo maggiore coraggio ma ahimè non vorremmo rivedere un film già visto.Il nostro ordinamento giuridico ha bisogno di un Codice Unico sui Giochi di riordino dell’intera offerta pubblica di azzardo che trovi le sue radici nella Costituzione. L’attuale offerta di azzardo legale e l’intero suo indotto economico sono attività che entrano in contrasto con i principi e i doveri essenziali di buona amministrazione dello Stato, di tutela e salvaguardia dell’interesse pubblico, dell’utilità sociale, della sicurezza, della libertà, della dignità umana.