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ASSEMBLEA ANNUALE DELLE FONDAZIONI ASSOCIATE: LUCIANO GUALZETTI ELETTO PRESIDENTE DELLA CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA

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gualzetti

Sabato 10 ottobre, i Presidenti delle Fondazioni Antiusura hanno eletto il dott. Luciano Gualzetti Presidente della Consulta Nazionale Antiusura "Giovanni Paolo II", nell'ambito dell'Assemblea annuale "Scenari e responsabilità sociali, economiche e finanziarie dopo l’emergenza sanitaria: quali rischi e opportunità per la cura del bene comune”, il tema al centro dei lavori assembleari. Luciano Gualzetti, nato a Lecco 59 anni fa, è il Presidente della Fondazione Antiusura San Bernardino di Milano. Nel discorso rilasciato all’Assemblea dopo la sua elezione, il dott. Gualzetti ha ringraziato i Presidenti delle Fondazioni per la fiducia riposta. L'Assemblea della Consulta Nazionale Antiusura ha inoltre eletto: mons. Alberto D'Urso - Presidente Onorario; il dott. Giustino Trincia - Segretariodon Basilio Gavazzeni - Consigliere. Gli altri membri in carica sono i Consiglieri don Benoni Ambarus e il notaio dott. Luigi Coppola.

Ha poi detto: «25 anni, un quarto di secolo di attività che si fa storia, celebra nel 2020 la Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II. Siamo immersi in cambiamenti epocali che richiedono di rilanciare l’immenso patrimonio competente ed efficace, costruito da chi mi ha preceduto in questi lunghi anni, per contrastare l’usura e restituire le persone e le famiglie all’economia legale. Il mio ringraziamento va a padre Massimo Rastrelli e a mons. Alberto D’Urso per l’impegno e la dedizione con cui hanno guidato insieme a tanti volontari la Consulta Antiusura e ai presidenti delle Fondazioni per la fiducia che hanno riposto in me questa mattina. La pandemia da Covid 19 ha imposto delle trasformazioni negli stili di vita delle persone e nell’economia che hanno amplificato e moltiplicato le povertà, creando tutte le condizioni favorevoli per la diffusione dell’usura da criminalità comune e organizzata. Sono cambiati i bisogni, le fragilità e le richieste intercettate, a cui dovranno per forza seguire dei mutamenti negli interventi e nelle prassi operative delle Fondazioni antiusura. Non è ancora chiaro quando questa emergenza, che non è solo sanitaria ma anche economica e sociale, terminerà, né come sarà il futuro che ci aspetta. Sono in aumento le difficoltà finanziarie legate alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, al pagamento di affitto o mutuo, a cui si aggiungono quelle delle persone con impiego irregolare fermo a causa della pandemia, dei lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione, dei lavoratori autonomi/stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, dei pensionati. In questi mesi molto è stato fatto, ma c’è bisogno di rispondere in modo più forte alle necessità delle persone sovrindebitate o a rischio di usura. Per fare ciò c’è bisogno di un maggiore coinvolgimento e sostegno delle 32 Fondazioni Antiusura territoriali. E’ importante inoltre proseguire il processo di integrazione con le Caritas diocesane, per essere più incisivi sui territori e per non lasciare spazi non presidiati a chi del prestito a usura ne fa una ragione di profitto illecito sulla pelle delle persone più fragili e indifese”.
Prima della pandemia, la Consulta Antiusura, aveva “contato” circa 2 milioni di famiglie in sovraindebitamento (cioè debiti non rifondibili a condizioni ordinarie) e altre 5 milioni appena “soprasoglia”, cioè in equilibrio precario tra reddito disponibile e debiti “ordinari”.
E’ evidente che queste quantità di riferimento (almeno 6 milioni di famiglie pressate dall’insolvenza, oggi) vanno considerate con realismo per misure illuminate: procedure effettive e giuste di esdebitamento; nuove chance da offrire per ottenere reddito familiare; iniziative di comunità per rilanciare le produzioni e il lavoro nei territori.
In breve, sono i concetti chiave del New Deal: la crisi è sofferenza delle persone e, dunque, trattare la sofferenza delle persone è il criterio ordinatore delle scelte. Una politica economica collegata con una politica sociale: come seppero realizzare le classi dirigenti della Ricostruzione postbellica. Ma accanto a chi è schiacciato dalle mancanze (e spesso non ha chance di denunciarle in pubblico) vi è però anche chi ha trovato nuove opportunità per accrescere ricchezza a potere. Le crisi infatti mandano in miseria strati della popolazione e, per contro, generano concentrazione di patrimoni: per espropriazione di chi è bersagliato dai rigori del mutamento improvviso, in peggio, dell’economia, del lavoro, della finanza pubblica.L’usura e la speculazione delinquenziale sono incentivate dalla tragedia interna e internazionale. Per questo occorre far tesoro della esperienza passata di fronteggiamento, anche con successo.In 25 anni d’impegno, le Fondazioni antiusura hanno dispiegato una dottrina, cioè un apostolato di grande competenza e efficacia, per contrastare la morsa dei debiti sulle persone e per restituire alle famiglie la sovranità sull’esistenza, per l’appunto minacciata dal credito aggressivo e usurario».

«Tale esempio, pur limitato ogni anno a ottomila famiglie - ha dichiarato il prof. Maurizio Fiasco intervenendo alla Tavola Rotonda - va fatto proprio dallo Stato, poiché le Fondazioni antiusura hanno creato un valore pubblico e, come tale, i decisori, se intendono davvero promuovere la rinascenza dopo la pandemia, possono farlo proprio e porlo nell’agire programmato delle amministrazioni e dei servizi. Ho passato in rassegna, sforzandomi di individuarle, le fragilità che la crisi covid-19 ha aggiunto alle precedenti vulnerabilità sociali, mentre ha esasperato queste ultime e fatto dilatare l’area della sofferenza per rischio povertà e per esclusione sociale da indebitamento senza ritorno. Alle fragilità accresciute di numero e di intensità fanno da contraltare i dualismi sociali ed economici che vengono rafforzati dalla crisi generale».
* * * 
Luciano Gualzetti. Nato a Lecco 59 anni fa, Gualzetti è il Presidente della Fondazione Antiusura San Bernardino di Milano. Dal 2016 è il Direttore della Caritas Ambrosiana di cui è stato Vicedirettore dal 1997 ricoprendo anche gli incarichi di presidente della Fondazione San Carlo, specializzata in progetti di housing sociale e formazione professionale. Dal 2009 Gualzetti è segretario generale del Fondo Famiglia Lavoro, istituito dalla Diocesi per fronteggiare le conseguenze della crisi economica. Durante i sei mesi dell’esposizione universale è stato nominato dal Pontificio Consiglio della Cultura vice commissario per il Padiglione della Santa Sede ad Expo Milano 2015. È laureato in Scienze del Servizio Sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presso la quale tiene un laboratorio su “Interventi a sostegno delle famiglie in situazioni di indebitamento” per i futuri Assistenti Sociali.

Ha poi detto: «25 anni, un quarto di secolo di attività che si fa storia, celebra nel 2020 la Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II. Siamo immersi in cambiamenti epocali che richiedono di rilanciare l’immenso patrimonio competente ed efficace, costruito da chi mi ha preceduto in questi lunghi anni, per contrastare l’usura e restituire le persone e le famiglie all’economia legale. Il mio ringraziamento va a padre Massimo Rastrelli e a mons. Alberto D’Urso per l’impegno e la dedizione con cui hanno guidato insieme a tanti volontari la Consulta Antiusura e ai presidenti delle Fondazioni per la fiducia che hanno riposto in me questa mattina. La pandemia da Covid 19 ha imposto delle trasformazioni negli stili di vita delle persone e nell’economia che hanno amplificato e moltiplicato le povertà, creando tutte le condizioni favorevoli per la diffusione dell’usura da criminalità comune e organizzata. Sono cambiati i bisogni, le fragilità e le richieste intercettate, a cui dovranno per forza seguire dei mutamenti negli interventi e nelle prassi operative delle Fondazioni antiusura. Non è ancora chiaro quando questa emergenza, che non è solo sanitaria ma anche economica e sociale, terminerà, né come sarà il futuro che ci aspetta. Sono in aumento le difficoltà finanziarie legate alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, al pagamento di affitto o mutuo, a cui si aggiungono quelle delle persone con impiego irregolare fermo a causa della pandemia, dei lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione, dei lavoratori autonomi/stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, dei pensionati. In questi mesi molto è stato fatto, ma c’è bisogno di rispondere in modo più forte alle necessità delle persone sovrindebitate o a rischio di usura. Per fare ciò c’è bisogno di un maggiore coinvolgimento e sostegno delle 32 Fondazioni Antiusura territoriali. E’ importante inoltre proseguire il processo di integrazione con le Caritas diocesane, per essere più incisivi sui territori e per non lasciare spazi non presidiati a chi del prestito a usura ne fa una ragione di profitto illecito sulla pelle delle persone più fragili e indifese”.Prima della pandemia, la Consulta Antiusura, aveva “contato” circa 2 milioni di famiglie in sovraindebitamento (cioè debiti non rifondibili a condizioni ordinarie) e altre 5 milioni appena “soprasoglia”, cioè in equilibrio precario tra reddito disponibile e debiti “ordinari”.E’ evidente che queste quantità di riferimento (almeno 6 milioni di famiglie pressate dall’insolvenza, oggi) vanno considerate con realismo per misure illuminate: procedure effettive e giuste di esdebitamento; nuove chance da offrire per ottenere reddito familiare; iniziative di comunità per rilanciare le produzioni e il lavoro nei territori.In breve, sono i concetti chiave del New Deal: la crisi è sofferenza delle persone e, dunque, trattare la sofferenza delle persone è il criterio ordinatore delle scelte. Una politica economica collegata con una politica sociale: come seppero realizzare le classi dirigenti della Ricostruzione postbellica. Ma accanto a chi è schiacciato dalle mancanze (e spesso non ha chance di denunciarle in pubblico) vi è però anche chi ha trovato nuove opportunità per accrescere ricchezza a potere. Le crisi infatti mandano in miseria strati della popolazione e, per contro, generano concentrazione di patrimoni: per espropriazione di chi è bersagliato dai rigori del mutamento improvviso, in peggio, dell’economia, del lavoro, della finanza pubblica.L’usura e la speculazione delinquenziale sono incentivate dalla tragedia interna e internazionale. Per questo occorre far tesoro della esperienza passata di fronteggiamento, anche con successo.In 25 anni d’impegno, le Fondazioni antiusura hanno dispiegato una dottrina, cioè un apostolato di grande competenza e efficacia, per contrastare la morsa dei debiti sulle persone e per restituire alle famiglie la sovranità sull’esistenza, per l’appunto minacciata dal credito aggressivo e usurario»
«Tale esempio, pur limitato ogni anno a ottomila famiglie - ha dichiarato il prof. Maurizio Fiasco intervenendo alla tavola rotonda - va fatto proprio dallo Stato, poiché le Fondazioni antiusura hanno creato un valore pubblico e, come tale, i decisori, se intendono davvero promuovere la rinascenza dopo la pandemia, possono farlo proprio e porlo nell’agire programmato delle amministrazioni e dei servizi. Ho passato in rassegna, sforzandomi di individuarle, le fragilità che la crisi covid-19 ha aggiunto alle precedenti vulnerabilità sociali, mentre ha esasperato queste ultime e fatto dilatare l’area della sofferenza per rischio povertà e per esclusione sociale da indebitamento senza ritorno. Alle fragilità accresciute di numero e di intensità fanno da contraltare i dualismi sociali ed economici che vengono rafforzati dalla crisi generale».
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Luciano Gualzetti. Nato a Lecco 59 anni fa, Gualzetti è il presidente della Fondazione Antiusura San Bernardino di Milano.  Dal 2016 è il Direttore della Caritas Ambrosiana di cui è stato vicedirettore dal 1997 ricoprendo anche gli incarichi di presidente della Fondazione San Carlo, specializzata in progetti di housing sociale e formazione professionale. Dal 2009 Gualzetti è segretario generale del Fondo Famiglia Lavoro, istituito dalla Diocesi per fronteggiare le conseguenze della crisi economica. Durante i sei mesi dell’esposizione universale è stato nominato dal Pontificio Consiglio della Cultura vice commissario per il Padiglione della Santa Sede ad Expo Milano 2015. È laureato in Scienze del Servizio Sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presso la quale tiene un laboratorio su “Interventi a sostegno delle famiglie in situazioni di indebitamento” per i futuri Assistenti Sociali.L'assemblea della Consulta Nazionale Antiusura inoltre ha eletto Mons.Alberto D'Urso Presidente Onorario. Il Direttivo è composto Dott. Luciano Gualzetti - Presidente, Dott. Giustino Trincia-Segretario, Don Ben Ambarus-consigliere, Don Basilio Gavazzeni-Consigliere, Dott. Luigi Coppola.