Consulta Nazionale Antiusura O.N.L.U.S.

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ASSEMBLEA 2020 - MONS. RUSSO: “AUSPICO SI POSSA ATTIVARE SEMPRE PIÙ UNA PROFICUA COLLABORAZIONE FRA LE FONDAZIONI ANTIUSURA. GUALZETTI: "LA NOSTRA ATTIVITÀ DEVE ESSERE RIVOLTA AL REINSERIMENTO DELLE VITTIME DI USURA NELLA COMUNITÀ CHE LE AVEVA ESCLUSE".

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Contrastare le nuove forme usura, attivare collaborazioni sempre più intense con le Caritas dei territori, promuovere l’educazione finanziaria tra i giovani, costruire relazioni con le istituzioni fondate sulla giustizia sociale, elevare il livello della comunicazione. Davanti la prospettiva di una pandemia sanitaria ancora in atto che è anche emergenza economica e finanziaria per milioni di famiglie e imprese. Sono alcuni dei temi emersi dalla due giorni della Consulta Nazionale Antiusura "Giovanni Paolo II", che nei giorni scorsi si è riunita a Roma, nell’ambito dell’Assemblea annuale.La Consulta Antiusura stima che lo shock della pandemia abbia fatto lievitare complessivamente fino ad almeno 6 milioni il numero di famiglie in varia graduazione di sofferenza: da quelle pressate da uno stato di insolvenza finanziaria o creditizia a quelle via via più esposte all’approfittamento “grigio” e all’usura.

L’usura nei secoli ha cambiato anche la forma, non solo la sostanza. Gli usurai si rivolgono alle persone in difficoltà offrendo anche servizi. Non si tratta più della solita dazione di denaro a tassi da capogiro, consiste nel mettere in campo una serie di attività che favoriscono lo sviluppo locale pretendendo in cambio la cessione della proprietà di beni e attività economiche in caso di impossibilità a restituire.
Il prof. Stefano Zamagni intervenendo alla Tavola rotonda “Scenari e responsabilità sociali, economiche e finanziarie dopo l'emergenza sanitaria: quali rischi e opportunità per la cura del bene comune”, ha indicato tre percorsi per arginare la dilagante e sommersa piaga dell’usura: formare i giovani a una cultura antidebito; rivedere i meccanismi della microfinanza; elevare il livello della comunicazione con i media e con i ministeri della Pubblica Istruzione e dell’Economia e con il mondo delle imprese. “I nostri giovani che arrivano all’Università non hanno un minimo di cultura finanziaria - ha dichiarato Zamagni. Il tasso di educazione finanziaria dell’Italia è all’ultimo posto in Europa, ci batte pure la Grecia. I microprestiti e i microcrediti inoltre devono essere accompagnati dai dei piani di sostegno alla produzione. Non basta fare credito, bisogna accompagnare le imprese nei processi di collocamento sul mercato. Per questo è necessario il ritorno alla banca del territorio, come la Banca di Credito Cooperativo, la Banca Popolare o la Cassa di Risparmio, le quali andrebbero riattivate anche nella prospettiva che le grandi banche tenderanno a stringere ulteriormente il credito nei prossimi mesi, in quanto si stima che prossimamente i crediti bancari inesigibili ammonteranno a circa 30 miliardi”.
“Pensiamo - ha dichiarato il prof. Maurizio Fiasco - che l’usura sia ritornata ai livelli degli anni Novanta del secolo scorso: circa ottocentomila persone o 350 mila famiglie”.
“Il tema è come aiutare queste persone - ha dichiarato il presidente della Consulta nazionale Antiusura, dott. Luciano Gualzetti - che non possono essere solo le destinatarie passive degli interventi economici delle Fondazioni Antiusura, ma devono diventare le protagoniste del loro riscatto e della loro ripartenza. Abbiamo bisogno di aprire degli spazi di aiuto che valorizzino la responsabilità delle persone indebitate, affinché insieme alla restituzione del debito si interroghino sugli errori commessi. La nostra attività deve essere accompagnata da un’azione rivolta al reinserimento delle vittime di usura nella comunità che le aveva escluse perché le riconosca come le protagoniste della costruzione di un nuovo percorso di convivenza. La pandemia da Covid 19 ha procurato ferite anche nelle relazioni tra le persone, intrise di dolore, rabbia e disperazione, che spettano a noi e alla Chiesa ricostruire”.
Poi in merito al rapporto delle Fondazioni con le banche, Gualzetti ha detto che “dobbiamo coinvolgere maggiormente il sistema bancario. È sempre più necessario aprire un dialogo con esso all’insegna della collaborazione e della contaminazione delle due culture. Le banche certamente si devono attenere a regole e a responsabilità nell’attività di erogazione del credito, ma è altrettanto vero che hanno tante leve a disposizione per recuperare i crediti senza infierire sulla dignità delle persone per consentire il loro reinserimento nell’economia reale di un territorio”.
“In questo quadro, possiamo immaginare una reazione corale, virtuosa ed efficace? - interroga nel suo intervento il Segretario Generale Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Stefano Russo. Diversi soggetti stanno già operando in tal senso, e ne abbiamo riscontro dall’impegno e dalla dedizione delle istituzioni sanitarie, dalle decisioni assunte da varie istituzioni politiche, dalle risposte generose che giungono dalle realtà educative, da tante amministrazioni locali, dal volontariato, dalle stesse comunità cristiane che, con generosità, si sono attivate per stare accanto a chi è nel bisogno".
Mons. Russo ha poi invitato a intraprendere azioni che aiutino a superare questa fase senza costringere le prossime generazioni a portare il peso di pesanti debiti, non solo finanziari, accumulati nell’attuale emergenza. Il segretario della Cei ha concluso che “nella drammaticità di ciò che stiamo vivendo, possiamo cogliere qualche opportunità per il nostro futuro. In questo può essere essenziale stringere alleanze e reti collaborative tra Istituzioni e Organismi, impegnati su obiettivi comuni. So che diverse associazioni antiusura sono in contatto con le Caritas locali; auspico che per il futuro si possa attivare sempre più una proficua collaborazione fra queste realtà nel segno di quella prossimità, che vi vede spesso in contatto con le ferite profonde dell’umanità del nostro tempo”.
“Nel solco dell’amicizia e della collaborazione maturata in questi anni tra Caritas Italiana e Consulta, continuiamo a lavorare insieme per il bene comune e per la testimonianza della carità - ha dichiarato Mons. Francesco Soddu, Direttore Caritas nazionale, riconoscendo che - le Fondazioni Antiusura sono un competente riferimento per le Caritas diocesane nei diversi territori”.
Alla tavola rotonda sono intervenuti inoltre il Viceprefetto di Roma, dott.ssa Diega Lo Giudice, e il Capo di Gabinetto del Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, dott. Mario Muccio, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni per fronteggiare il fenomeno dell’usura.