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14:13 03 aprile 2009 Versione Stampabile Segnala
Accesso al Fondo di Solidarietà: ancora NO alle Famiglie!

COMUNICATO STAMPA

a cura della Segreteria Nazionale

 

Denuncia della Consulta Nazionale Antiusura

Accesso al Fondo Antiusura:

ancora NO alle famiglie!

 

Il Senato ha approvato mercoledì 1° aprile, quasi all’unanimità, il disegno di legge n. 307 (Disposizioni in materia di usura) di iniziativa parlamentare in cui si continua ad escludere la famiglia dall’accesso al Fondo di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura.

La Consulta Nazionale Antiusura denuncia questa scelta che, ancora una volta, appare discriminante, attenta solo ai soggetti che esercitano attività economiche.

L’omissione – viene vociferato da più parti – è solo dettata da motivi di spesa. Essa non solo manifesta una chiara volontà bipartisan di non voler provvedere a un’equa distribuzione del Fondo di Solidarietà, ma anche una scarsa attenzione al dettato costituzionale (art. 31) sulla famiglia.

Quanto alla spesa si fa notare che il Fondo di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura è alimentato costantemente dall’1% sui premi assicurativi che ogni italiano, che possiede un autoveicolo o motoveicolo, è obbligato a versare nel momento in cui stipula una polizza assicurativa R.C.A..

La Consulta Nazionale Antiusura da sempre ha osservato nelle sedi competenti e in pubblici dibattiti che tale Fondo non può operare esclusivamente a favore di alcune categorie di persone (gli esercenti attività economiche), escludendone altre e in particolare i lavoratori dipendenti e le famiglie.

D’altra parte è storia che il Fondo è abbastanza consistente e costantemente alimentato, con permanenti disponibilità che assommano ad oltre 200 milioni di euro a fronte di erogazioni annuali non superiori a 28 milioni di euro (cfr. dati pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno) disposte in favore dei soli esercenti attività economiche.

Tali soggetti, peraltro, neanche restituiscono gli importi ricevuti a titolo di mutuo: infatti il Fondo presenta sofferenze per oltre l’80% di mancati rientri e – per assurdo – gli importi invece restituiti non vengono né riaccreditati al Fondo né rimborsati ai contribuenti, ma finiscono nelle “altre entrate dello Stato” attraverso le quali si può finanziare qualsiasi altro capitolo di spesa.

La Consulta Nazionale Antiusura fa notare, ancora, che il dettato costituzionale (art. 31) stabilisce chiaramente che “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.

Questo riferimento permette di cogliere il vuoto costituzionale esistente nella legge vigente e che non è stato colmato dal disegno di legge approvato dal Senato.

La Consulta Nazionale Antiusura prende atto di questa situazione e rilancia all’attenzione della opinione pubblica il problema su cui tutti sono disposti teoricamente ad impegnarsi, salvo poi non garantirne la soluzione.

In particolare la Consulta chiede al Governo e alla Camera dei Deputati di sostenere l’emendamento, più volte proposto e ripetutamente disatteso dalle Istituzioni competenti, che prevede espressamente il diritto di accedere alle provvidenze del Fondo di Solidarietà per le persone fisiche e le famiglie vittime di usura.

 

Bari, 3 aprile 2009


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