Consulta Nazionale Antiusura onlus
NEWS |  CERCA NEL SITO |  MAPPA DEL SITO 

 >   LA CONSULTA
 >   Chi Siamo
 >   Gli Organi
 >   Lo Statuto
 >   Contatti

 >   LE FONDAZIONI
 >   Cosa Fanno
 >   Cosa Non Fanno
 >   Come Funzionano
 >   Sostentamento
 >   Links

 >   DOVE SIAMO

    Altro
    Antiusura
    Chiese
    Comunità
    Diocesi
 >   LINKS

 >   TASSI USURA
10:19 19 dicembre 2009 Versione Stampabile Segnala
La Consulta Nazionale Antiusura sul Rapporto Eurispes “L’Italia in gioco”

COMUNICATO STAMPA

La Consulta sul Rapporto Eurispes “L’Italia in gioco”

Mentre sale di nuovo l’onda del Superenalotto – già si è superato il tetto dei 100 milioni di euro – e non sappiamo ancora chi è stato “il fortunato” vincitore della somma record di 147 milioni di euro dell’agosto scorso a Bagnone (Massa Carrara), il 15 dicembre l’Eurispes ha pubblicato uno studio analitico sulla situazione del gioco in Italia dal titolo: “l’Italia in gioco”.

Ancora una volta dobbiamo constatare l’ampiezza e la capillarità che il fenomeno ha assunto. Non si gioca più per divertimento o per testare le proprie capacità ma, al contrario, nella stragrande maggioranza dei casi, si cerca di risolvere con la fortuna problemi esistenziali. Nel 2008 il mercato del gioco è stato valutato pari a ben 47,5 miliardi di euro con una propensione a raggiungere i 58 miliardi nel prossimo 2010. Tale attività potrebbe essere considerata a buona ragione alla stregua di una primaria industria coinvolgendo 35 milioni di italiani con una spesa complessiva di 164 miliardi di euro negli ultimi 6 anni. Tale “industria”, però, ha una particolarità: non produce beni e servizi finalizzati al miglioramento del livello di vita dei cittadini, ma è orientata alla produzione di illusioni e di sogni, in alcuni casi con ben peggiori conseguenze.

È bene chiarire subito che il gioco di per sé è un bisogno naturale di ogni persona e perciò non è da demonizzare ma, anzi, da promuovere. Quando però assume dimensioni come quelle indicate e soprattutto quando ad incentivarlo in forme sbagliate è il Governo, qualche problema nasce ed è bene pensare a porre dei freni.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un proliferare di giochi. Ai tradizionali se ne sono aggiunti diversi altri, più veloci, più immediati, di più facile accesso, che hanno avvicinato e catturato cittadini sempre più numerosi e soprattutto sempre più giovani. Si è passati dal tavolo verde al tavolo del computer. Tra i giochi on-line noti come skill games (poker, black jack…) in cui è l’abilità l’elemento fondamentale, ha immediatamente riscosso il maggior successo il poker con vincite in danaro nella variante denominata Texas Hold’em, fatto conoscere anche attraverso una trasmissione televisiva dedicata.

Questa trasformazione del gioco, apparentemente innocua, ha capovolto i ruoli. Anziché essere il giocatore a cercare il gioco, è stato il gioco a cercare il giocatore che, anche a casa nel chiuso della propria stanza (…ma forse non solo a casa!), davanti al suo computer, al riparo da occhi indiscreti, ha potuto appagare la propria voglia di giocare. Quando un giocatore non ha a disposizione il computer, gli viene offerta la possibilità di utilizzare 14.000 punti vendita con 31.000 slot-machine; 228 sale bingo con 1.000 slot; 59.000 bar con 169.000 macchine; 1.500 sale da gioco con 29.000 macchine; 2.200 ristoranti con 5.600 macchine; 4.000 circoli privati con 12.200 macchine; 464 alberghi con 1.000 macchine; 65 stabilimenti balneari con 150 macchine e 515 banchi lotto.

Ci troviamo di fronte ad una platea di possibilità infinita, dove qualcuno si arricchisce e molti altri si impoveriscono pagando una tassa improduttiva. In questa attività lo Stato, anziché svolgere un ruolo moderatore e di controllo, è entrato esso stesso nel business, autorizzando, favorendo e fornendo sempre maggiori possibilità quotidiane e settimanali di gioco. Si pensi all’ultima trovata Win for life dove le estrazioni hanno cadenza oraria (dalle 8 alle 20); ben 13 possibilità nella giornata. Da questa attività l’Erario, nel quinquennio 2003-2008, ha introitato 38,6 miliardi di euro: dai 3,5 miliardi di euro introitati nel 2003, si è passati a 7,7 miliardi di euro del 2008 con un tasso di crescita del 121,1%. Come si vede, il ruolo del Governo è cointeressato ed a nulla valgono le scritte “gioca senza esagerare”, “gioca con moderazione” che si leggono di qua e di là, utili solo ad acquietare le coscienze più che a frenare gli impulsi: le stesse disposizioni di legge relative all’obbligo degli esercenti di esporre nel proprio esercizio le indicazioni sulla “pericolosità” del gioco vengono disattese nel 56% dei casi, come riferisce lo stesso Rapporto Eurispes.

La Consulta Nazionale Antiusura da sempre si misura con questo fenomeno che è alla base di diversi problemi, avendo ascoltato migliaia di persone che si sono rivolte per chiedere aiuto presso i numerosi centri di ascolto delle Fondazioni antiusura associate e dislocate sull’intero territorio nazionale. Molti assistiti dalle Fondazioni, a causa della dipendenza da gioco d’azzardo, ne sono diventati vittime, finendo nelle grinfie degli usurai per ottenere finanziamenti dopo aver dilapidato il proprio patrimonio ed esaurite le possibilità offerte loro da parenti, dalle famiglie di appartenenza o da finanziarie poco scrupolose o banche poco accorte. Molti giocatori ascoltati hanno a causa del gioco perso il lavoro, la famiglia, l’affetto della moglie e dei figli e, purtroppo in alcuni casi, trovandosi in uno stato di totale isolamento e depressione, hanno preferito privarsi anche della vita, non credendo più nella possibilità di ricevere altri aiuti. La criminalità, organizzata e non, ha investito in questa attività non solo attraverso le scommesse illegali ma anche inserendosi in quelle cosiddette legali allo scopo di ripulire e riciclare i proventi generando il fenomeno comunemente chiamato “money laundering”. Pare infatti che, attraverso le scommesse si possa risparmiare più della metà della media del costo necessario per ripulire il danaro; costo valutato intorno al 30%.

La Consulta Nazionale Antiusura, allo scopo di frenare questa corsa al gioco, a volte irrazionale, e di offrire un costruttivo contributo, ha da tempo formulato ed offerto una Proposta di legge concernente la disciplina relativa al tetto massimo delle vincite. In effetti, con Decreto del Ministero delle Finanze del 29/10/1957 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 49 del 26/2/1958 così come modificato con atti successivi, nel 4° comma dell’art. 14 del regolamento del concorso pronostici Enalotto, aveva indicato un limite al Jackpot eliminato con l’art. 15 del DL 28/12/2001 n. 452 convertito nella Legge 27/2/2002 n.16. Tale eliminazione evidentemente inopportuna ha creato problemi ai quali occorre rispondere con una adeguata normativa. La proposta di legge formulata dalla Consulta, che con questo comunicato viene rilanciata, si compone di un solo articolo:

Art. 1

1. A decorrere dall’entrata in vigore del presente Decreto Legge è abrogato l’art. 15 della L. 27 febbraio 2002 n. 16 e viene reintrodotto il limite al Jackpot nei concorsi pronostici Enalotto;
2. Viene ripristinata la funzione del 4 comma dell’art. 14 del regolamento del concorso pronostici Enalotto vigente di cui al Decreto del Ministro delle Finanze del 29.10.1957 nel testo vigente alla data del 31.12.2001;
3. Con decreto Direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, da emanare entro 60 gg. dalla entrata in vigore dalle Legge di conversione del presente Decreto, saranno stabilite le modalità e le disposizioni tecniche che permettono di limitare le vincite ai giochi di cui alla presente legge, tenendo conto che la vincita massima non può superare il tetto di 30 Milioni di Euro. Per esigenze tecniche o su deliberazione del Consiglio dei Ministri il suddetto limite può essere aumentato;
4. Il provvedimento direttoriale sopra previsto, oltre a non superare il tetto massimo sopra indicato, dovrà prevedere limiti inferiori in relazione alle esigenze di investimento sociale di quella parte del monte premi che verrà fissato con Decreto del Ministro di anno in anno.


Si ha l’impressione che dietro a questa “ricerca” dell’Eurispes vi sia una imponente riorganizzazione del falso, come fanno pensare anche i nomi degli opinion leaders intervistati per l’occasione. Quante esperienze vere mancano! E quanti “testimoni” non disinteressati vi sono! Per una valutazione obiettiva era necessario dare voce anche a quanti operano nel mondo del Volontariato, a contatto con le fasce più deboli della società e oscurati dai mass media: le associazioni di ex giocatori e delle loro famiglie come l’“A.GIT.A” di Campoformido, l’AND - Azzardo e Nuove Dipendenze di Verona, l’Associazione “Centro sociale Papa Giovanni XXIII” di Reggio Emilia o altre associazioni di volontariato similari presenti sul territorio nazionale; operatori dei servizi; ricercatori “non a libro paga”; le comunità dell’apostolato cattolico; gli scrittori e i “testimoni credibili”; le Fondazioni antiusura… .

L’“industria” del gioco negli ultimi anni ha macinato circa 180 miliardi di euro. Le Fondazioni antiusura, che si sono interessate a molti aspetti di questo fenomeno poiché l’usura ha trovato formidabile alimento nella diffusione del gioco d’azzardo di massa, fra le prime cause dell’indebitamento, denunciano i risvolti clinici delle dipendenze dall’azzardo, i riflessi psicologici nei rapporti intrafamigliari, le questioni deontologiche, l’impatto socioeconomico, l’infiltrazione criminale, la mutazione antropologica, i devastanti e crescenti problemi delle famiglie, dell’adolescenza, dell’equità, della retorica e della comunicazione.

Meritano un accenno le tre new entry dell’offerta di azzardo, inserite nel Decreto Abruzzo e in Finanziaria: - Poker su internet con pagamento di vincite e perdite immediate (quindi non più alla fine del torneo; evidenti gli effetti nel generare compulsività e dipendenza psicologica): dalla fine della scorsa estate è entrato in funzione conquistando subito terreno. Si prevede che supererà 3,4 miliardi di consumo; - Win for life: 12 estrazioni al giorno (ci si può anche abbonare!) per “ottenere” la pensione. Con una probabilità su circa 3,8 milioni di combinazioni. Ma tale evanescenza è mascherata dalla facilità di azzeccare i primi 10 numeri (sui 20). Per poi sfuggire con l’intervento dell’undicesimo numero, detto “numerone”! - Video lotterie (VLT): che non sono lotterie, ma slot-machine interconnesse con il cervellone centrale, con illusione di vincere decine di migliaia di euro (e non le “sole” 100 delle attuali macchinette mangiasoldi). Si è iniziata l’istallazione di 50 mila apparecchi!

Ovvio che con questa macchina da guerra si arriverà facilmente a 58 miliardi di euro il prossimo anno! Non è possibile basare l’economia dei singoli sulla speranza della vincita, così come non è possibile lucrare sulle debolezze trasformatesi in alcuni casi in vere malattie. La speranza di ogni essere umano deve fondarsi sul lavoro e sulle possibilità di crescita morale e materiale, promuovendo il gioco come puro divertimento e non come strumento di impoverimento.

Bari, 19 dicembre 2009


Utenti on-line
Sono connessi 5 ospiti e 0 utenti registrati

 • BIBLIOTECA
 > Circolari
 > Convenzioni
 > Documenti
 > Leggi
 > Pieghevoli
 > Relazioni
 > Tassi Usura

 • COMMUNITY
 > Forum
 > Galleria Foto


© Consulta Nazionale Antiusura O.N.L.U.S. - Tutti i Diritti Riservati
::Credits::