Lunedì 15 marzo alle ore 17,00, nella Sala conferenze della sede di via Dei Gesuiti 20 in Bari, ha avuto luogo l’Assemblea Annuale della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici, per l’approvazione dei Bilanci Consuntivo 2009 e Preventivo 2010.
E’ intervenuta, su delega del Prefetto di Bari Carlo Schilardi, Presidente del Comitato Onorario della Fondazione, la dott.ssa Antonella Bellomo, Vice Prefetto, ringraziando il Presidente della Fondazione Mons. Alberto D’Urso ed i collaboratori per la professionalità e l’umanità con cui svolgono un imprescindibile ruolo di supporto all’azione delle istituzioni civili.
Il Dott. Gerardo Mennella, Presidente del Collegio Sindacale, ha illustrato il Bilancio all’Assemblea che lo ha approvato all’unanimità.
Ai sensi dello Statuto, si è proceduto alla nomina dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti e del suo Presidente, dimissionari perché a scadenza di mandato.
L’Assemblea ha proceduto alla nomina del dott. Gerardo Mennella, quale presidente, e dei dott.ri Giuseppe D’Alessandro e Teresa Ceglie, quali sindaci.
Nella relazione socio-pastorale Mons. Alberto D’Urso ha affermato che la Fondazione, che è al 15° anno dalla sua costituzione, continuerà ad essere un punto di riferimento per la gente bisognosa su tutto il territorio pugliese, sviluppando ogni utile rapporto sia con le istituzioni della società civili-locali (Prefettura, Regione, Provincia, Comuni), sia con la comunità ecclesiale diocesana e nazionale, sia con la Consulta Nazionale Antiusura e il Commissario Governativo Antiracket e Antiusura.
Mons. D’Urso ha rimarcato anche la gravità della situazione in Puglia, per quanto riguarda il settore dell’industria, laddove il 71% delle imprese riscontra gravi difficoltà per la riscossione dei crediti verso i clienti ed in particolare dell’Amministrazione Pubblica, e un sensibile calo della domanda dei propri beni prodotti, dati questi che fanno riflettere sulla dimensione del rischio di usura di tale comparto.
Relativamente al settore famiglie, ha sottolineato la gravissima situazione per i lavoratori a reddito fisso con un tasso di disoccupazione di 12,3% (7,1 in Italia) e per le scarse disponibilità per accantonare risorse per il pagamento di mutuo-casa e per i bisogni di sussistenza.
Infatti:
A. l’andamento delle esecuzioni immobiliari presso il Tribunale di Bari ha registrato tassi crescenti di anno in anno, passando da 700 pignoramenti del 2006 a 1.027 del 2009;
B. l’esclusione dal lavoro di tutti quei lavoratori senza contratto a tempo indeterminato;
C. il massiccio ricorso alla cassa integrazione che nel 2009 ha raggiunto 3 milioni di ore, con un incremento sul 2008 del 70%;
D. nell’ultima indagine condotta in Puglia, dati 2008 su 2007, le famiglie a rischio usura erano 26 mila. Oggi, dopo quel che abbiamo dovuto riportare per effetto dei dissesti delle banche d’oltre oceano, si stima possono essere 40 mila.
L’ampia diffusione di un mercato - parallelo a quello ufficiale - di servizi finanziari, ha creato un’organizzazione a grappolo del debito finanziario, che ha causato il ricorso all’indebitamento con le società finanziarie quando non si è riuscito più a pagare le rate del mutuo o a far fronte alle spese impreviste della malattia di un familiare.
I debiti sono causati da una mentalità consumistica ma sopratutto dalla necessità di salvare un investimento fondamentale come la casa di abitazione. Purtroppo di fronte a questa emergenza il tasso soglia delle finanziarie si presenta notevolmente superiore a quello bancario costringendo i ricorrenti a contratti onerosi.
Mons. D’Urso ha denunciato anche il fenomeno delle società di recupero crediti che agiscono con metodi scientificamente aggressivi nei confronti dei debitori. Tale fenomeno si è andato man mano più affermandosi negli ultimi 5 anni: le banche per meglio adeguarsi alla Basilea 2 hanno iniziato a vendere i loro crediti ad altri operatori.
Nel corso del 2009 molte pratiche erogate hanno riguardato l’estinzione di procedure esecutive immobiliari gravanti sulla casa di abitazione. Per giungere a salvare queste case, la Fondazione si è fatta carico di anticipare cospicue somme di danaro per ottenere la sospensione concordata delle procedure, con tutto il rischio che tale operazione comportava.
La Fondazione ha ricevuto anche quest’anno, come gli altri anni, parole di vivo apprezzamento per l’opera compiuta nel campo della repressione dell’usura da parte del Presidente della Corte d’Appello di Bari, dott. Vito Marino Caferra, nella relazione sull’amministrazione della giustizia 2009.
Nell’impegno di educazione alla legalità sono stati evidenziati i risultati positivi per aver convinto non poche persone alla denuncia. Per alcune di esse è scattato il programma di protezione personale perché diventati testimoni di giustizia.
L’attività di solidarietà a favore delle vittime di usura e di estorsione ha visto la Fondazione impegnata ad assicurare con fondi propri l’assistenza legale indispensabile sin dalla fase della denuncia e delle indagini preliminari per poi proseguire attraverso la costituzione di parte civile della persona offesa del reato nel relativo procedimento penale.
L’attività globale della Fondazione nel 2009 ammonta a oltre 23 milioni di euro per 83 pratiche di finanziamenti bancari ex art. 15 L.108/96 considerando anche ben 220 pratiche che sono in avanzata fase di istruttoria.
Per quanto riguarda i fondi propri di solidarietà sono stati erogati 63 pratiche per 450 mila euro circa, di cui 12 finanziamenti bancari, 22 beneficenze (50 mila euro) e 34 sovvenzioni a titolo non oneroso (oltre 220 mila euro).
Bari, 15 marzo 2010


